.
Annunci online

 
natoil4luglio 
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 
  cerca


 

diario | Rizomi | Pensiero del giorno |
 
Diario
12093visite.

18 luglio 2009

LA FRASE DEL GIORNO


 «Farò come Obama. Grazie a Dio la morte non è stata eterna»

Clemente Mastella




permalink | inviato da dot il 18/7/2009 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 luglio 2009

Sulla democrazia

Nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell'abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri... Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa.

Alexis de Tocqueville


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica democrazia pensieri

permalink | inviato da dot il 16/7/2009 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

15 luglio 2009

La fine del british style

Discutere di come ci vedono all’estero (mafiosi, puttanieri, imprevedibili, inaffidabili, cinici, cattolici, cafoni, codardi, mammoni, etc.) è il principale strumento retorico della politica italiana e poi ci arrabbiamo quando questi stereotipi ci vengono gettati addosso dai giornali inglesi e tedeschi, soprattutto d’estate quando i turisti devono scegliere dove andare in vacanza. Berlusconi sarebbe diventato il simbolo di nostri difetti all’estero, come se i politici britannici fossero asessuati e John Profumo con una escort in comune con un agente del Kgb in piena guerra fredda fosse il personaggio di un romanzo di Le Carré. I media stranieri riprendono i nostri stereotipi culturali, cinematografici, politici. In pieno miracolo italiano il cinema ha veicolato un’Italia povera, ma bella, con tanti vitelloni e divorzi all’italiana, un’Italia allo sbando, senza eroi, con maggiorate strapazzate e avventurieri alla Tognazzi. Negli anni ’70 e ’80, durante la “strategia della tensione”, la fiction più vista del mondo è stata la Piovra e la mafia è diventata più nota della pizza dovunque. Excellent cadavers, un documentario della Bbc del 2005, è stato rimesso in onda questo giugno, mentre impazzava il reality di Repubblica e del Times sul premier sporcaccione, sciupatore di minorenni, utilizzatore finale di escort e quindi pericoloso per la sicurezza nazionale, europea ed occidentale. Excellent cadavers di Mario Turco si ispira al libro con lo stesso titolo poco originale di Alexander Stille, figlio di un’americana e di Ugo Stille, nato Mikhail Kamenetzky, fuggito in Italia dalla Russia bolscevica e autore con lo pseudonimo Stille di articoli antifascisti negli anni ’30. Alexander ha studiato a Yale, insegna alla Columbia University e si occupa prevalentemente dell’Italia, dall’antisemitismo fascista, alla mafia a Berlusconi, adornato del cognome del padre direttore del Corriere. Se i media stranieri riprendono stereotipi creati in Italia, amplificandoli fino all’assurdo, i nostri media sono provinciali, italocentrici, incapaci di offrire analisi serie su quanto accade in Europa, negli Stati Uniti, in Africa, Asia, Medioriente. Media, cultura e politica sono concentrati da decenni solo sull’Italia, il fascismo, l’antifascismo, la guerra, il Pci, come in un teatro surreale, dove si gira e rigira sempre la stessa storia, con Pasolini, Sciascia e Berlinguer, mentre il mondo cambia continuamente.Crollano imperi, scoppiano guerre, emergono nuove nazioni come India e Cina e continenti come l’Africa. Barack Obama, figlio di un keniota, il cui nonno ha combattuto contro il British Empire, diventa il primo afroamericano presidente degli Stati Uniti e Repubblica, il giornale dell’intellighenzia scopre il gossip come atomica contro Berlusconi-Mussolini. Due mesi di Noemi in tutte le salse e di escort pugliesi come arma letale contro il Duce-Caimano-Padrino, colpevole di apprezzare il fascino femminile. Il reality messo su da Republica dallo sventurato D’Avanzo, editor Ezio Mauro, e dal nuovo Machiavelli Scalfari, travolge anche il Times di James Harding, diventato un tabloid gossipparo londinese, con articoli tradotti dal maldestro Owen. L’autorevole Times, il prestigioso Times, finito come un giornaletto scandalistico qualunque. E poiché quando il pesce puzza, la testa è marcia, come dicono i brits fanatici del fish & chips, il supertycoon Murdoch proprietario del Times, viene preso con le mani nel sacco a fare intercettare dai suoi quotidiani telefonate e messaggi di ministri, viceministri ( perfino quello di Gordon), attori, attrici, allenatori di calcio, etc. : uno scandalo che sta affossando il mito tutto italiano della correttezza british. Per non parlare del mito dell’ intelligence brit, il cui nuovo capo è finito su Facebook ad opera della mogliettina, che ha spifferato tutto di lui, né della raffinata diplomazia anglosassone, con un membro finito fotografato a letto con due segnorine russe. Senz’altro due spie del Kgb, scrive il Times, dimenticando che il Kgb è finito con l’Urss e che gli inglesi amano cocktail di alcol e sesso. Insomma, se Veronica scrive a Repubblica per lamentarsi del marito premier assente, molto più inquietante è la desperate housewife del capo MI6 che ha messo il marito su Facebook, perché è evidente il pericolo corso dalla sicurezza occidentale col Regno Unito privo di controllo e con una intelligence tanto scoperta. Il Times, orfano delle Noemi e Patty varie di Rep., a fine G8 ripiega mestamente su Mrs. Brown, che ha scritto su twitter di avere rifiutato due volte il vitello all’Aquila. Forse Mrs. Brown s’illude che il vitello abbia qualcosa a che fare con i Vitelloni di Fellini.

Da una rilettura di D. Coli




permalink | inviato da dot il 15/7/2009 alle 15:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 luglio 2009

NEL SEGNO DI HERMES

“Da principio gli uomini vivevano sparsi, ogni qualvolta si radunavano, si recavano offesa tra di loro, proprio perchè mancanti dell’ arte politica.  Allora Zeus, temendo per la nostra specie,  minacciata di andar  tutta distrutta, inviò Hermes perchè portasse agli uomini rispetto (aidós) e giustizia (díke), affinchè servissero da ordinamento della città e da vincoli costituenti unità di amicizia. Chiede Hermes a Zeus in quale modo dare giustizia e rispetto agli uomini: «Devo distribuire giustizia e rispetto come sono distribuite le arti? Uno solo che possegga l’arte medica basta per per molti profani e lo stesso vale per le altre professioni. Anche giustizia e rispetto debbo istituirli negli uomini in questo modo, o debbo assegnarle a tutti?» «A tutti – disse Zeus – e che tutti ne abbiano parte; le città infatti non potrebbero esistere se solo pochi possedessero giustizia e rispetto, come le altre arti”. (Platone, Protagora, XII)

Nel  brano di Platone si allude alla necessità di un’etica pubblica.  Dopo quello che si è letto ultimamente ci si chiede dove sia finita la deontologia professionale del giornalista. Il fatto che il Guardian adesso denunci Murdoch non lo rende certamente migliore di quello che è stato fino a ieri. La stampa italiana è un far west di pennivendoli irosi e prezzolati. Una simile caduta di stile e mancanza di serietà  merita una riflessione. Forse giova ricordare che negli Stati Uniti d’America la deontologia giornalistica richiede un test di coerenza interna della notizia ed almeno una sua controprova da fonte diversa, per procedere induttivamente a trarne delle prime conclusioni divulgabili: fino a quando non ottennero questa controprova, Bob Woodward e Carl Bernstein per mesi trovarono l’editrice del Washington Post contraria a pubblicare i loro articoli sul Watergate, che poi divennero un pezzo di giornalismo d’inchiesta d’autore, da cui derivò la caduta di un Presidente come Nixon.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. etica giornalistica stampa politica

permalink | inviato da dot il 11/7/2009 alle 12:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 luglio 2009

Chi è il direttore del Times che ogni giorno chiede a Owen di copiare Repubblica?

Chi è il direttore del Times che ogni giorno chiede a Richard Owen di copiare articoli di Repubblica per picchiare Berlusconi, dà lezioni di moralità ai giornalisti italiani e li accusa di essere asserviti al potere? James Harding è il più giovane direttore della storia del quotidiano inglese. Come raccontano la presentazioni ufficiali, parla giapponese e cinese, oltre a francese e tedesco; ha lavorato come speechwriter di Kiochi Kato, segretario del capo del governo giapponese, responsabile dal 1993 al 1994 per il Giappone per i rapporti con l’UE. Ha poi aperto l’ufficio del Financial Times a Shangai dal 1996 al ’99, gli anni del passaggio dell’economia cinese al mercato. Con Alpha dogs nel 2008 ha scritto un libro scandalizzato sull’americanizzazione della politica, ma forse l’obiettivo principale era fare i nomi degli spin doctor dei politici di tutto il mondo, da quelli dei presidenti statunitensi a quelli delle Filippine. Mettersi in mostra e accreditarsi come nuovo grande moralizzatore.


Continua qui.




permalink | inviato da dot il 9/7/2009 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

4 luglio 2009

PENSIERO DEL GIORNO

 

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile

Joseph Pulitzer




permalink | inviato da dot il 4/7/2009 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia